li buttije d pmmador

Bottiglie di pomodoro in Abruzzo: il rito che sa di casa
C’è un giorno, in Abruzzo, in cui l’estate ha un profumo preciso: quello del pomodoro appena colto.
Un giorno che comincia quando il cielo è ancora nero e solo i galli si sono accorti che sta arrivando il sole. La sveglia suona piano, ma non serve davvero: la mente sa che oggi è il giorno delle bottiglie di pomodoro, e l’aria stessa sembra sussurrarlo.
Si esce di casa con un maglioncino sulle spalle, perché la notte di agosto è fresca. L’odore dell’erba bagnata di rugiada si mescola a quello dei pomodori maturi, ancora attaccati alle piante. Le mani li raccolgono uno a uno, sentendone il peso pieno di sole. Le cassette si riempiono in silenzio, rotto solo da qualche risata e dal rumore dei frutti che si poggiano delicatamente l’uno sull’altro.
Quando il sole inizia a salire, il cortile si trasforma in un piccolo teatro di gesti antichi.
Sul tavolo grande compaiono canovacci, coltelli, bacinelle d’acqua. Le pentole fumano piano, e il passa pomodoro comincia a cantare la sua canzone di ferraglia e pazienza.
Il rosso vivo della polpa scivola nelle bacinelle, e mani esperte la raccolgono e la versano nelle bottiglie di vetro, calde e profumate. C’è sempre qualcuno che, di nascosto, ruba un cucchiaio di salsa appena fatta per assaggiarla: dolce come un bacio, morbida come un ricordo.
Le buttije d pmmador diventano dei piccoli scrigni. Alcune custodiscono anche una foglia di basilico, altre un pizzico di sale. Tutte, però, conservano la stessa cosa: l’estate.
Le si chiude con cura e poi, in grandi caldaie d’acqua bollente, le si fa “fare il bagno” per garantirle lunga vita.
Nel frattempo si chiacchiera, si raccontano storie di nonni e di tempi passati, di quando “i pomodori erano più saporiti” e “si lavorava tutti insieme senza guardare l’orologio”.
Il sole, ormai alto, scalda il cortile e asciuga le macchie di pomodoro sulle braccia e sui grembiuli. La stanchezza si sente, ma è una stanchezza buona, che profuma di complicità e di casa.
A fine giornata, ogni famiglia porta via la sua scorta di bottiglie, allineate come soldatini rossi pronti a difendere l’inverno dalla nostalgia dell’estate.
E quando, in pieno gennaio, si apre una di quelle bottiglie, accade una piccola magia: il sugo inizia a sobbollire, il profumo invade la cucina, e in un attimo si torna a quell’alba d’agosto, alle mani rosse di pomodoro, alle risate e alla sensazione, unica, che in Abruzzo non si fa solo il pomodoro… si imbottiglia un pezzo di vita. Quella salsa pronta ad essere trasformata in piatti della tradizione come “Le pallotte cac e ove”, “la chitarra alla teramana” ed “Il sugo della domenica” ed altre ricette della tradizione abruzzese.
Come dice un vecchio proverbio abruzzese:
“Chi tè dendr la cantin la scort de bttjie d pmmador , nn mor de fredd.”
Chi ha la bottiglia di pomodoro in dispensa, non teme l’inverno.
Se anche tu hai ricordi così… raccontameli nei commenti…lasciami un like e condividi le mie ricette della tradizione, ne sarei davvero felice. Grazie
LI BUTTIJE D PMMADOR IN ABRUZZO
Equipment
- 1 passaverdure
- 1 mestolo
- 8 bottiglie da 1 lt in vetro sterilizzate
- 2 bacinelle
- 1 telo di cotone
- 1 pentolone
- 1 imbuto
Ingredienti
- 10 kg pomodoro san marzano o occhio di bue
Istruzioni
- All’alba, quando il sole inizia appena a scaldare la terra d’Abruzzo, si raccolgono i pomodori freschi, ancora carichi di rugiada e profumi di campagna. Tornati a casa, la prima cosa da fare è lavarli bene, uno per uno, per prepararli alla trasformazione.

- Con attenzione, si toglie il tappo ai pomodori e si scarta subito ogni pezzo che sa di acido, riconoscibile dall’odore pungente: è un gesto antico, che ci insegna a scegliere solo il meglio. Poi i pomodori, tagliati a metà, vengono spremuti dentro la bagnarola grande e nell'altra tutta la polpa.

- E' il momento di passare il pomodoro in un semplice passa verdure o ancora meglio se avete il passa pomodoro elettrico che separa la polpa dalla buccia, impiegherete la metà del tempo. Per la conserva di pomodoro a pezzi si lavora diversamente, È qui che entra in scena la nostra storica macchina passa pomodoro S20, custode di tante estati e di tante mani che l’hanno fatta andare.

- Quando la passata è pronta, arriva il momento più delicato: l’imbottigliamento. Seduti intorno al tavolo, con mestolo ed imbuto in mano, versiamo la salsa rossa nelle bottiglie di vetro, per poi esser sigillate ermeticamente con un attrezzo l'attappa buttije.

- Ma la fatica non finisce qui. E il più coraggioso della famiglia, accende il fuoco sotto la callara, la grande pentola di zinco, e vi immerge le bottiglie sistemate con cura. L’acqua viene versata fino all’orlo e la callara si lascia andare dal bollore per un’oretta circa.

- Una volta raffreddate le bottiglie, lasciate riposare tutta la notte e poi conservarle in un luogo asciutto in cantina o in garage. Avrete il sapore intatto dell'estate per tutto l’inverno.

- E così, anno dopo anno, con questo rito di famiglia, custodiamo non solo la passata, ma un pezzo della nostra storia e del nostro Abruzzo.

- E tu? Hai mai provato a fare le bottiglie di pomodoro in casa? Raccontami la tua esperienza o inizia oggi stesso questo rito antico, per portare in tavola il sapore autentico della tradizione. Non c’è niente di più bello che condividere i sapori che raccontano le nostre radici.


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